11 anni fa.

E’ da un pò che non aggiorniamo il blog.
La pigrizia estiva si fa sentire, il Vik è chiuso e le belle giornate si sprecano.
Colgo l’occasione oggi, 20 luglio, ad 11 anni dalla morte di Carlo Giuliani e da quell’ inutile g8 genovese.
Io quell’ estate avevo 14 anni, a Genova non c’ero e, se proprio devo dirla tutta, non ne sapevo quasi nulla. Mi ricordo la notizia della morte di uno di quelli che “combattevano la polizia”, che “giravano con il passamontagna” e “spaccavano tutto, inutilmente” arrivata nel pomeriggio in paese. Tutti già erano pronti a dire la loro, tutte quelle persone bigotte che compongono l’80 percento della popolazione dei paesini di collina, quelle persone che sono informate dei fatti perchè guardano ogni giorno alle 13 ed alle 20 il telegiornale di Canale 5.
Ed io sentivo un migliaio di versioni, sentivo ragazzi della mia età dire “sì, però se se ne stava a casa non succedeva” o “stava lanciando un estintore, cosa avrebbe dovuto fare il povero carabiniere?
Sentivo persone un pò più grandi esaltarsi per i crimini commessi dalle forze dell’ ordine, trastullarsi se qualche “zecca comunista” veniva pestata a sangue, così avrebbbe imparato la lezione del non alzare la testa, dello stare dentro le righe.
Ed io, impegnato a giocare a calcetto e scoprire nuove band da ascoltare, un pò non ci facevo caso ed un pò mi dicevo “ma si, forse è vero, se i manifestanti non fossero violenti come si vede in tv, non succederebbe tutto questo“.
Mi sbagliavo.
Lo stato, le persone che ne compongono ogni apparato e che lo difendono sono violenti; spesso e soprattutto nei confronti di cittadini inermi che vogliono soltanto vivere la propria vita in pace, senza rotture di coglioni.

Cosa fare quindi?
Un buon inizio sarebbe non puntare sempre il dito contro le persone che, invece di bandiere e slogan, difendono i propri diritti con legni e pietre.
E viceversa, ovviamente.
Fare fronte comune, supportarsi a vicenda.
Alla fine quante rivoluzioni sono state solo pacifiche o solo violente?
Siamo tutti dalla stessa parte, sappiamo tutti cosa non ci va giù e che una vita migliore è possibile.
Perchè dividersi sulle modalità da usare per raggiungere tale scopo?

Fabio

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Una risposta a “11 anni fa.

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