11 anni fa (reprise)

Prendendo spunto dal buon Fabio che 11 anni fa si rincoglioniva di musica e sprite, dico anche io la mia.

Avevo 17 anni e a Genova c’ero. Mi ricordo tutto benissimo.

Lavoravo in un supermercato, il 20 luglio, alla radio era passata la notizia che era morto un ragazzo. Ma io avevo già deciso di andare a Genova, il posto sull’autobus di Rifondazione era già prenotato. Quando tornati a casa, vidi il telegiornale e la rabbia era salita. E saliva sempre di più quando vedevo la faccia di Berlusconi e quello che aveva fatto la polizia. Mia madre cercava di dissuadermi dall’andare a Genova. Ma era impossibile fermarmi, ancor più dopo quello che era successo. Andai a Piacenza la sera stessa, in scooter come facevo al tempo. Avevo la maglia del “Che”. Al semaforo due ragazzotti mi fecero un saluto romano. Li ignorai. Andai a dormire in città e il giorno dopo pronti a partire capoluogo ligure, con mio padre, con Ciores infiltrato all’ultimo secondo (e con i capelli!), con altri ragazzi di Rifondazione. Si va a Genova.

A Genova il caldo è allucinante, già dall’autobus vediamo le banche distrutte. Il sole picchia fortissimo e io come un cretino, mi ero portato una maschera anti gas del 1922. L’ho sempre tenuta al collo. A fine giornata avevo la riga bianca, segno dell’abbronzatura, degna di chi vende bibite allo stadio.

Non ho visto scontri, ho visto fumo in lontananza. Il corteo è stato caricato senza motivo ma non dove ero io.  Abbiamo sfilato tranquilli, la gente dal balcone ci salutava, lanciava secchiate d’acqua per rinfrescarci, esponeva striscioni. Marciavamo con il lutto nero al braccio, in ricordo di Carlo. Passavamo di fronte ai celerini su cui rigurgitavamo tutta la nostra rabbia per quello che stava succedendo. Passavano le notizie, Fini nelle caserme a gestire la situazione. Poi alla fine il ritorno a Piacenza, ignorando quello che qualche ora più tardi sarebbe successo alla scuola Diaz. Avevo 17 anni, sono tornato a casa con papà. Se ne avessi avuti, non so 23, probabilmente mi sarei fermato a Genova. Magari chiedendo informazioni, sarei finito a dormire alla Diaz. Il solo pensiero mi fa rabbrividire.

Dopo Genova, partecipai a tante altre manifestazioni del Movimento dei Movimenti, il WTO di Riva del Garda o il G8 di Evian. Poi è finito un pò tutto. Oggi come 11 anni fa c’è l’assoluta necessità di tornare in piazza. Perchè un mondo diverso era possibile allora e lo è ancora. Anzi, ora è ancor più necessario.

Andrea

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